giovedì, marzo 30, 2006

Lago di Martignano



"Sarebbe silenzio assoluto ed atmosfera statica, se non fosse per un coro di uccellini con i loro gorgheggi e vocalità. Oltre ai gabbiani che planano, ed i germani che se la godono a bagnarsi, si notano, lontane, alcune mucche al pascolo. "
Un' atmosfera certamente incantevole tanto che il regista Comencini ha trovato qui, un paesaggio da favola, ideale per ambientarvi alcune scene del suo film "PINOCCHIO". Per preservare questo ambiente ancora incontaminato, recentemente la zona del lago di Martignano è stata dichiarata parco naturale.
Il lago di Martignano è posto nella parte orientale dei monti Sabatini ed è interessato dai prodotti della più recente attività vulcanica verificatasi nella regione laziale.Per il suo isolamento dalle importanti vie di comunicazione e per la scarsa presenza umana nel suo territorio, il lago di Martignano, costituisce quasi un miracolo di integrità ecologica.
L'area infatti presenta un'ambiente quasi intatto e un peculiare interesse naturalistico che richiede un grande sforzo tutelativo se si considera che l'assenza di emissari compromette l'equilibrio ecologico del bacino a causa del suo lentissimo ricambio. Esso è un autentica oasi, un monumento naturale da proteggere con serietà ed energia.

www.lagodimartignano.org

giovedì, marzo 23, 2006

EMISSIONE D'ARIA


Moderni stregoni, i politici hanno il potere che noi gli attribuiamo. Riempiono di significati magici le parole. Usano le loro arti per trasformarle in realtà illusorie. Dignità del lavoro, mezzogiorno, lotta alla criminalità, informazione, sviluppo, innovazione, istruzione sono solo palloncini pieni d’aria, colorati. Fatti volare nel cielo per renderci contenti, leggeri, partecipativi.I nomi di questi sciamani sono essi stessi armi, strumenti di magia potenziati dai media che li trasformano da ectoplasmi in sostanza e gerarchia. Pronunciati esigono rispetto, timore, reverenza.Un nome qualunque, Verdi, Rossi, Bianchi è solo un nome.Un nome mediatico, Mastella, Casini, D’Alema è un atto di potere.Persi in questo incubo non ci accorgiamo che siamo in adorazione di nuovi vitelli d’oro, di faraoni televisivi, di imperatori del nulla.La cui consistenza è quella dei miraggi, evanescente.I loro discorsi, le loro azioni sono sottratti al nostro giudizio. Sacralizzati dalla ripetizione dei media, assimilati alle litanie dei riti religiosi.Stasera in televisione, domani aprendo un quotidiano, i loro volti, i loro nomi ci appariranno come in un incantesimo, e così il giorno dopo, e il giorno dopo ancora.I media sono i loro unici amuleti, i loro filtri magici, vere armi di distruzione di massa utilizzate per la loro sopravvivenza.Senza tornerebbero nel nulla al quale appartengono.Scoregge nello spazio profondo. ...da www.beppegrillo.it

domenica, marzo 19, 2006

i coffee shop non chiuderanno mai !

Olanda: "I coffee shop continuano"L'Aja contro l'Onu sulla chiusura dei coffee shop in Olanda Antonio Maria Costa, direttore dell'Agenzia Onu contro la droga ROMA - "Non è affatto vero che coffee shop verranno chiusi". E' netta la dichiarazione del segretario dell'ambasciata olandese a Roma. Ten Hagen, interpellato da Repubblica, replica così, con poche parole all'annuncio di Antonio Maria Costa, direttore esecutivo dell'Onu per la lotta alla droga e al crimine, intervenuto alla IV Conferenza nazionale contro la droga di Palermo. Secondo Costa, L'Aja starebbe per far abbassare la saracinesca ai circa 800 "bar" dove da almeno 15 anni vengono vendute e consumate legalmente le droghe derivate dalla Cannabis. Già ieri il ministro della Giustizia, Roberto Castelli, aveva accennato alla decisione del governo olandese, costretto a uniformarsi a una deliberazione presa dall'Unione europea nel corso del semestre di presidenza italiana. I coffee shop, ha spiegato Costa, "violavano le convenzioni internazionali, il rifornimento della merce, inoltre, avveniva attraverso canali illegali". Ma dall'ambasciata olandese di Roma la cosa viene smentita: "Non so esattamente cosa abbia detto il dottor Costa - premette Ten Hagen, segretario di ambasciata - ma non mi risulta che il governo olandese abbia preso decisioni in questo senso. Non so a cosa si riferisca Costa. Per precauzione ho fatto delle verifiche sui nostri giornali e ho contattato il mio ministero della Giustizia: nessuno parla o ha sentito parlare di chiusura dei coffee shop". Non solo, ma sul sito del ministero olandese per la Salute, Welfare e Sport, un documento dell'11 ottobre di quest'anno afferma, con un certo orgoglio, che "la politica olandese sulle droghe è stata, ragionevolmente, un successo, confrontata alle politiche di altri paesi e - dice ancora il ministero - in particolare per quanto riguarda la prevenzione e la cura. Il numero degli utilizzatori di vari tipi di droghe non è maggiore di altri paesi, mentre il numero dei morti per droga, 2,4 per milione di abitanti, è il più basso in Europa". Insomma un documento ufficiale del governo olandese che fa a pugni con l'affermazione di Antonio Maria Costa, secondo cui le autorità dei Paesi Bassi stanno per prendere la decisione della chiusura dei coffee shop, dopo che ''l'esperimento è stato considerato fallito''. Non solo. In aprile un sondaggio telefonico condotto dal quotidiano olandese Trouw, ha evidenziato che la proposta di regolamentare, sotto strette condizioni, la produzione di cannabis, per rifornire i coffee shop, lanciata dal sindaco di Maastricht Gerd Leers, è ampiamente condivisa dai cittadini. In particolare trenta grandi città, tra cui Amsterdam, sono addirittura favorevoli ad avviare sperimentazioni. Una questione, però, controversa, oggetto di polemica tra i governi locali e il governo nazionale. In particolare il ministro della giustizia Piet Hein Donner, si è detto contrario a regolamentare la produzione di cannabis ed ha proposto di ridurre il numero dei coffee shop e di bandirne l'ingresso ai non residenti. Questo per mettere un freno al fenomeno del turismo da "fumo". Ma da qui a parlare di chiusura dei coffe shop ce ne vuole. A fine giornata, dopo oltre quattro ore dalla prima dichiarazione, arriva la precisazione di Costa: il governo olandese per i coffe shop ha adottato "restrizioni e limitazioni" che li stanno portando alla "progressiva chiusura". I crescenti vincoli - spiega - "stanno portando infatti alla progressiva chiusura degli stessi. Il rifornimento della merce, inoltre, avviene anche attraverso canali illegali". Ma ormai la frittata è fatta. "Costa invece di contrastare il narcotraffico internazionale continua a raccontare frottole sugli effetti positivi della 'war on drugs' e adesso aggiunge pure le fandonie che riguarderebbero l'Olanda", attacca l'eurodeputato di Prc, Giusto Catania. "L'Olanda è odiata dalla narcoburocrazia che vive sulla pelle dei tossicodipendenti", rincara la dose Franco Corleone, presidente dell'associazione Forum droghe che aggiunge: "Costa non sa nulla di droghe ed è specialista in bufale. La prima è stata quando ha detto che non esiste più differenziazione tra marijuana, eroina e cocaina, poi ha proseguito proponendo di fare in Italia test su urina e capelli degli studenti (un suggerimento che anche il ministro dell'Istruzione Moratti ha definito inaccettabile). Questo è il personaggio".

venerdì, marzo 10, 2006

Facciamo un tuffo?





Chissà cosa si prova durante incontri ravvicinati di "questo" tipo....ho dei dubbi che quello vicino l' elicottero sia vero, sembra più un film di Spielberg....però sicuro il surfista stava già pensando di quale arto fosse meglio fare a meno per tornare a surfare.... Anche se io il coraggio di tornare a mare non so se ce l' avrei ancora.
Non credete che il Mediterraneo sia sicuro da questo punto di vista, nel mare nostrum ci sono praticamente tutte le specie di squali e, con il riscaldamento del globo ed il clima quasi tropicale che abbiamo, questi simpatici pesciolini hanno pensato bene di venire in vacanza da noi, e molti di loro si sono stabiliti definitivamente. Vicino le nostre coste gli attacchi sono più che rari, le statistiche parlano di 35 attacchi in circa duecento anni, ma è anche vero che gli squali bianchi più grandi sono stati pescati proprio nel Mediterraneo (oltre sei metri di lunghezza!), la zona più "frequentata" è tra la Sicilia,Malta ed il nord Africa....

...se volete documentatevi su questi magnifici animali scoprirete che sono molto interessanti e non così aggressivi come ci fanno credere...anche se dopo, quando entrerete in acqua, un pensierino....sarà sicuro tutto per loro!BUON BAGNO A TUTTI!!!

Alessandro

giovedì, marzo 09, 2006

i soliti link

DO YOU SURF?



Queste sono foto del portogallo, fatte da amici che ci sono andati e che...come capirete dalle foto... ce l' hanno consigliata come eventuale meta autunnale. Preferibile da settembre fino a metà ottobre.


Tra le tante cose che ci accomunano penso che un posto di riguardo sia riservato ad uno sport, forse qui un hobby, che è il surf e che per noi ha significato tanto...e continua ad essere per molti una valvola di sfogo o uno stile di vita ma che comunque quando ci entri...ti lascia il segno.
A noi il segno l'hanno lasciato le vacanze, le notti passate a dormire insieme per essere i primi ad entrare in acqua al mattino, i tanti filoni a scuola in quei giorni "BIG", le sere passate a ricordare la session conclusa poche ore prima, i campeggi e tutte quelle sensazioni che condividi quando sei seduto li fuori sulla tavola con i tuoi amici, immerso nella natura, lontano dal rumore .... momenti che io vorrei condividere con tutti, emozioni che tutti dovrebbero provare. Ma certo è che ognuno di noi sa come e quando deve staccare la spina... per me questo è l'unico modo e spero di avere la forza di farlo fino a quando starò in piedi sulle mie gambe, anche se non possiamo ritenerci fortunati per la nostra "posizione geografica", non c'è da lamentarsi e poi è un motivo in più per andare via, sull' oceano e sognare di rimanerci il più a lungo possibile.
Le esperienze che abbiamo fatto, come dicevo prima, ci hanno segnato a vita, ricordi indelebili che vorrei poter rivivere con le stesse persone....io spero che un giorno saremo tutti d'accordo per affrontare un altro viaggio come quelli fatti in passato... sono trascorsi quasi sei anni dall' ultimo e posso dire che tra tutti gli altri intrapresi succesivamente, nessuno mi ha mai regalato tante emozioni come quelli alla ricerca delle onde.
Ultimamente sono ossessionato dall' idea che non siamo più in grado di fare una cosa del genere, molti di noi si sono allontanati dal surf e magari hanno altre preferenze circa le destinazioni, ma vi assicuro, anche per chi si avvicinasse per la prima volta a questo mondo, che è un' esperienza memorabila e che vale la pena provare.
L' oceano va visto, va toccato e va assaporato almeno una volta nella vita; quindi se state scegliendo dove trascorrere le vostre vacanze non scartate quest'ipotesi...potrebbe rivelarsi molto più entusiasmente di quanto pensiate.
Un saluto a tutti.... Alessandro

mercoledì, marzo 08, 2006

Apriamo gli occhi

Non so se quando guardate le immagini che ci propongono i tanti telegiornali pensate in che epoca viviamo, forse sembra che la storia sia finita cinquant' anni fa, che ora stiamo tutti bene con la nostra casa, la nostra macchina, i nostri hobby, i nostri vizi, i nostri giochi e con tutto ciò che ci circonda; e quello che invece è lontano non ci appartiene, non ci interessa.
Ormai siamo abituati a vedere immagini di autobombe esplose nel mezzo di una città, di palazzi sventrati, di scuole prese d' assalto da terroristi... immagini che "ci hanno abituati" a vedere, che ci scivolano sulla pelle, e che possono farci effetto per quei pochi secondi che sono li davanti a noi, nella nostra scatola magica, ma ci basta un nulla per farle sparire.
Purtroppo ci sono occhi che non possono rifiutarsi a quelle spiacevoli immagini perchè quella che vedono non è televisione, è la realtà, il mondo in cui vivono; noi non siamo i colpevoli di ciò, o almeno non siamo i soli, ma dobbiamo fare in modo che quelle immagini non diventino una cosa di cui non impressionarsi.
L' insoddisfazione ed il male di vivere che regna tra quelle genti non è troppo lontano da noi e, se si da uno sguardo a quello che sta succedendo oggi, si capisce che è in atto una guerra che è cominciata da tempo ed in cui siamo coinvolti, ma che vogliono farci credere ancora lontana.

Ho scritto questo solo per attirare l'attenzione su di una cosa che può sembrare banale ma che non lo è: saremo noi a mandare avanti la baracca un giorno ed è importante sapere chi ci abita per mandarla avanti nel migliore dei modi...
quindi apriamo gli occhi per guardarci in torno....e oltre!

Alessandro


Alessandro hai perfettamente ragione... anzi ti diro di piu credo che non siano solo i telegiornali a farci sentire di meno il problema che stiamo vivendo oggi.. come diceva Luis Bunnuel il piu grande cineasta surrealista di tutti i tempi..."lo spettacolo leggero..come puo essere il varieta televisivo.. distrae la nostra attenzione sempre di piu dai problemi importanti.. " diciamo che un po tutti cerchiamo nell'intrattenimento una forma di svago.. in modo da non dover pensare.. magari dopo una giornata di duro lavoro.. anche ai problemi che non entrano in maniera cosi diretta nelle nostre case.. e credo che il problema nasca tutto da qui.. in quanto sfido chiunque a non imbracciare armi se dei soldati di altre nazioni cominciassero ad entrarti in casa e a bombardarti la citta uccidendo i tuoi familiari.. quindi..questa sorta di egoismo nel non voler fare qualcosa di concreto possiamo definirla anche una sorta di pace che c'è tra la gente meno coinvolta.. questo e assolutamente ingiusto e la speranza non basta. tra poco ci saranno le amministrative e davvero, io come cittadino, non mi sento rappresentato da nessun politico. E questo ancora ci è possibile dirlo. Questo blog di idee indipendenti farà spero chiarezza tra di noi sul suddetto argomento e nessuno ci censurerà MAI. Paco

lunedì, marzo 06, 2006

UN FILM DA NON PERDERE


REQUIEM FOR A DREAM

A Coney Island si incrociano le vite dannate di quattro personaggi. Sara è una casalinga senza più molto da chiedere alla vita. Un giorno riceve la telefonata di una stazione televisiva che la invita in trasmissione, e la sua esistenza ne rimane sconvolta. Harry è il figlio di Sara: è un tossico che cerca in tutti i modi di fare soldi per avere finalmente un vita decente. Decide di rubare e rivendere il televisore della mamma per investire i soldi in un pacchetto di eroina pura da smerciare sulle strade e andarsene da Brooklyn. Tyrone è il socio di Harry, quello che ha i contatti con gli spacciatori e cerca di limitare l'uso personale dell'eroina che i due dovrebbero vendere. Solo che il fatto di essere un tossico nero non gli rende certo la vita facile. Maryon è la fidanzata di Harry. Anche lei è una tossica all'ultimo stadio, una di quelle davvero pronte a tutto per una dose. Al suo fianco ci vorrebbe qualcuno con un po' di sale in zucca, ma la tendenza all'autodistruzione di Harry (e di se stessa) la porta al punto più basso di tutta la sua vita, proprio quando le cose sembravano potersi mettere al meglio. Ma è la vita di tutti e quattro che sta velocemente scivolando nel cesso...
Non c'è una sola sequenza di questa pellicola che non meriti un posto nel museo della storia del cinema, non c'è un solo elemento filmico che non sia sfruttato in maniera egregia, non c'è un solo momento che non dia la pelle d'oca allo spettatore. Il fatto che questo splendido film non sia mai uscito nelle sale italiane dimostra in pieno la totale inettitudine dei nostri distributori.
Aronofsky si era fatto notare nel 1997 dirigendo un piccolo film diventato subito un cult, "p - Il teorema del delirio". Girato con due soldi ma milioni di idee, "p" non è stato visto quasi da nessuno, nel nostro paese, complice anche il look non proprio affascinante. L'hanno visto i tipi della Artisan, però, che hanno deciso di produrgli la riduzione cinematografica del romanzo di Hubert Selby, che Aronofsky ha adattato per lo schermo insieme allo stesso autore. E l'adattamento è quanto di più cinemagrafico ci possa essere.
"Requiem for a Dream" ha portato Ellen Burstyn alla nomination all'Oscar, ma non è la sua recitazione (comunque eccezionale, come del resto lo è quella degli altri componenti il cast) che sorregge il film. Come non lo è la trama in senso stretto, che racconta sì di quanto poco serva per mandare a monte la vita di chiunque, ma che in fondo si potrebbe ridurre ad un viaggio nella mente di chi assume droghe, un viaggio non troppo diverso da quello raccontatoci da Terry Gilliam in "Paura e delirio a Las Vegas". Il film si basa soprattutto sulle invenzioni filmiche, sull'uso che Aronofsky fa del mezzo cinematografico per raggiungere l'effetto desiderato. A partire già dalla prima sequenza - con il diverbio tra la Burstyn e Leto condotto prevalentemente con una porta chiusa a dividere i due "contendenti", mostratici in split screen - appare evidente come Aronofsky voglia immergerci in universo iperreale, in cui non siamo semplici spettatori di uno spettacolo cinematografico, bensì entità astratte capaci entrare ed uscire dalle menti dei personaggi, comprendendo così al meglio lo stato di confusione psicologica in cui vengono mano a mano a trovarsi.
Arofnosky si circonda qui di ottimi professionisti, che riescono a dare il loro meglio. Nonostante alcune inquadrature (come i primi piani degli attori che scappano di corsa da qualcuno o qualcosa) risultino a conti fatti troppo artificiose, la musica a tratti sognante a tratti ossessiva di Clint Mansell, il montaggio frenetico e straniante dell'esperto Jay Rabinowitz e l'utilizzo sistematico del grandangolo per inquadrature strette da parte del direttore della fotografia Matthew Libatique, insieme alla distorsione del sonoro e a sequenze un po' lynchiane (il frigorifero che si agita, ad esempio), contribuiscono a dare a tutta la pellicola l'efficacia voluta dal regista, efficacia che il film di Giliam che ho citato più sopra non riusciva ad avere. E quando lo schermo si fa nero e i titoli di coda cominciano a scorrere, non possiamo evitare di stringerci nelle spalle e pensare che da ora in poi il mondo reale ci sembrerà molto più inquietante, perché l'abbiamo appena visto con occhi diversi. Gli occhi di un regista pieno di talento.
Titolo: Requiem for a Dream (Id.) Regia: Darren Aronofsky Sceneggiatura: Hubert Selby Jr, Darren Aranofsky Fotografia: Matthew Libatique Interpreti: Ellen Burstyn, Jared Leto, Jennifer Connelly, Marlon Wayans, Keith David, Christopher McDonald, Louise Lasser, Marcia Jean Kurtz, Janet Sarno, Suzanne Shepherd, Joanne Gordon, Charlotte Aronofsky, Mark Margolis, Michael Kaycheck, Jack O'Connell, Chas Mastin, Ajay Naidu, Peter Maloney, Sean Gullette, Samia Shoaib, Aliya Campbell Nazionalità: USA, 2000 Durata: 1h. 42'

mercoledì, marzo 01, 2006

Secondi Passati di Paco Treglia


Che invenzione il tempo,
lo abbiamo catalogato bene..
..il tempo.
Anni, mesi, giorni,ore, minuti, secondi
Sono qui, avvolto dal silenzio
E il ticchettio di ogni secondo battuto dalla lancetta dell’orologio
mi ricorda il secondo che è appena passato
Il tempo non esiste
È stato inventato solo per dare un senso al giorno e alla notte
Voglio che questa lancetta si fermi
Per darmi modo di farmi cominciare
a vivere senza la paura
..che il tempo finisca.